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chirurgia proctologica

La chirurgia proctologica può avere un grande impatto funzionale che deve essere spiegato al paziente. Con l'acquisizione del consenso informato all'intervento il chirurgo fornisce al paziente le informazioni utili alla comprensione della procedura chirurgica, dei benefici attesi e dei possibili rischi. Si tratta di una comunicazione personale fondamentale che non può essere in alcun modo sostituita da una ricerca su internet. In questa sede vorrei trattare, senza pretesa di essere esaustivo nè sostituire il colloquio con il chirurgo, alcuni aspetti di base che riguardano la chirurgia proctologica: preparazione all’intervento, posizione del paziente, tipo di anestesia, cure postoperatorie, analgesia e consigli alla dimissione.

Preparazione

La chirurgia proctologica non richiede generalmente preparazione intestinale fatta eccezione, eventualmente, per lo svuotamento del retto con una peretta. Non é solitamente necessario eseguire la depilazione. Gli accertamenti preoperatori dipendono dal tipo di intervento ma sopratutto dal tipo di anestesia.
La posizione sul letto operatorio
Gli interventi proctologici possono essere eseguiti con il paziente in diverse posizioni. Le più diffuse sono la posizione litotomica o ginecologica, la posizione di Depage (prona) e la posizione di Sims (decubito laterale).
La posizione litotomica é la più utilizzata in quanto espone perfettamente il perineo, l’ano e il retto. Ideale per quasi tutti gli interventi tranne quelli per cisti sacrococcigea in cui é necessario esporre le regioni sacrale e glutea.
La posizione di Depage con paziente in posizione prona permette una minore esposizione della zona ano - perineale rispetto alla posizione ginecologica ma consente, a differenza della precedente, di esporre anche le regioni sacrococcigea e glutea.
La posizione di Sims pone il paziente in decubito laterale, generalmente sinistro, con lieve inclinazione in avanti del corpo, flessione delle ginocchia sull’addome o sul torace quasi a puntare sul mento e i glutei sul bordo laterale del lettino. E’ la posizione più utilizzata per la visita proctologica e la proctoscopia ma presenta limiti in termini di esposizione e di operatività rispetto alle precedenti. Ha il vantaggio di essere molto confortevole e meno imbarazzante per il paziente. Ottima per la diagnostica e per qualche piccola procedura ambulatoriale come ad esempio la legatura elastica delle emorroidi.
Anestesia
Il tipo di anestesia dipende da diversi fattori tra cui il tipo di intervento (e la durata), le condizioni del paziente ed eventuali malattie associate. In linea di massima invece il regime di ricovero non é più condizionato dall’anestesia fatta eccezione, in parte, per la chirurgia ambulatoriale.
L’anestesia generale é riservata ad un numero limitato di casi.
La rachianestesia (anestesia spinale o subaracnoidea) é il tipo di anestesia più utilizzato in chirurgia proctologica. Non solo toglie la sensibilità dolorifica ma blocca anche le fibre motorie della regione interessata. Presenta numerosi vantaggi tra cui la limitata invasività farmacologica e una eccellente copertura del dolore nel primo postoperatorio. Un tipo particolare di anestesia spinale, ideale per la chirurgia della regione perineale, é la cosiddetta anestesia a “sella”: si tratta di una anestesia spinale selettiva bassa.
L’anestesia locale é un ottima opzione purché venga condotta in ambiente adeguato. Possono essere utilizzate varie sostanze e diverse tecniche. Il confort del paziente é una condizione fondamentale in questo tipo di approccio.

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Dolore postoperatorio

Il dolore postoperatorio dipende dal tipo intervento, dal tipo di anestesia e dal paziente. Si possono utilizzare vari farmaci anche in associazione, generalmente secondo protocolli di analgesia.
Decorso postoperatorio e dimissione
Il decorso postoperatorio dipende dal tipo di intervento e dal tipo di anestesia. Alla dimissione il paziente riceve tutte le indicazioni utili per controllare il dolore, garantire la normale canalizzazione intestinale e gestire le eventuali ferite. Al domicilio si possono presentare alcuni sintomi del tutto normali e che non devono destare preoccupazione: il chirurgo informerà il paziente a riguardo. La dieta deve essere generalmente varia con adeguata introduzione di liquidi. In alcuni casi possono essere prescritti lassativi, fibre o vaselina per favorire il transito e la defecazione non dolorosa. Si sconsiglia solitamente l’uso della carta igienica dopo l’evacuazione, preferendo la detersione con acqua tiepida e un detergente neutro. Per evitare la macerazione della cute é generalmente sufficiente appoggiare una compressa di garza dopo aver asciugato accuratamente la parte. Da evitare, se possibile, le medicazioni voluminose e incollate. Il paziente deve avere un riferimento da contattare in caso di necessità.

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