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prurito anale

prurito

Il prurito anale é uno dei sintomi più frequenti nei pazienti affetti da malattie ano-rettali. Può presentarsi in vari momenti della giornata: dopo la defecazione, di notte o al mattino. Può essere occasionale oppure frequente e prolungato rappresentando un disturbo piuttosto fastidioso e addirittura frustrante. Colpisce maggiormente i soggetti di sesso maschile tra i 30 e i 50 anni. La sensazione di prurito é dovuta al rilascio a livello della cute di alcuni mediatori chimici quali l’istamina che determinano stimolazione delle fibre nervose sensitive. Lo sfregamento che ne consegue, a fronte di un lieve ed estemporaneo sollievo, determina lesioni da grattamento della cute e delle mucose e ulteriore rilascio di mediatori chimici che mantengono il prurito con conseguente peggioramento della sintomatologia favorendo inoltre l’insorgenza di sovra-infezioni. Si viene così a creare un circolo vizioso prurito - grattamento - prurito.

Le cause più comuni di prurito anale sono rappresentate da patologie:
  • ano-rettali: emorroidi, ragadi, prolasso, fistole, tumori, lievi perdite fecali specie se accompagnate a scarsa igiene locale
  • dermatologiche: psoriasi, lichen, dermatite atopica - da contatto (detergenti intimi e detersivi), infezioni batteriche (stafilococchi e streptococchi), virali (herpes, papilloma), micosi (soprattutto candida), parassitosi quali ossiuriasi (più comune nei bambini) e scabbia (solo per citarne alcuni)
  • generali: diabete mellito, insufficienza renale cronica, malattie ematologiche, fattori psicogeni.

In circa il 50% dei casi non é possibile riconoscere una causa: si parla di prurito anale idiopatico.

Alcuni fattori possono contribuire all’insorgenza e al mantenimento del prurito:
  • eccessiva sudorazione
  • errata igiene locale
  • biancheria intima sintetica
  • fumo di sigaretta
  • tè, caffè, latticini, pomodori, salse, formaggi, cioccolato, agrumi, nocciole, pop corn, spezie, alcolici (in particolare birra), succhi di frutta, bevande gassate
  • attività sportive che tendono ad irritare la regione perianale come il ciclismo.

In caso di prurito cronico la cute tende a modificarsi diventando dapprima arrossata, poi ispessita, dura e più chiara (lichenificazione) infine ulcerata.

Il trattamento principale si basa sull’eliminazione della causa del prurito, una volta che questa sia stata riconosciuta, alleviando nel frattempo i sintomi del paziente.

A tal scopo sono consigliati i seguenti accorgimenti:
  • mantenere la cute perianale asciutta
  • evitare uso della carta igienica
  • non grattarsi
  • non usare saponi profumati o altri cosmetici sulla cute perianale
  • lavarsi con acqua tiepida (eventualmente con detergenti neutri)
  • non applicare creme, pomate o polveri se non prescritte dal medico
  • indossare biancheria intima di cotone, non colorata e priva di cuciture o parti che possano sfregare sulla regione anale e perianale
  • lavare la biancheria intima a mano con sapone neutro evitando uso di detersivi
  • dieta varia povera di alimenti irritanti e con adeguata introduzione di liquidi.

L’applicazione (frequentemente consigliata) di creme per emorroidi può dare sollievo perché questi prodotti contengono generalmente una certa quantità di cortisone. Il cortisone però, a lungo andare, tende a causare atrofia cutanea e a favorire infezioni e micosi. Sarebbe meglio quindi eseguire una visita specialistica (proctologica ed eventualmente dermatologica) evitando trattamenti prolungati (non superare le 2 settimane) in assenza di una diagnosi più precisa che richiede una ispezione accurata della regione perineale e una anoscopia.
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