Chirurgia generale · Parete addominale

Descrizione della procedura

La plastica di laparocele ricostruisce la parete addominale dove si è formato un difetto in corrispondenza di una precedente incisione chirurgica. Il contenuto erniario viene riportato nell’addome e si ripristina, quando possibile, la continuità degli strati fibrosi della parete.

L’indicazione considera dolore, dimensioni, evoluzione e impatto sulla vita quotidiana, insieme al rischio operatorio. Nelle forme estese o recidive la TC aiuta a pianificare la ricostruzione.

Tecnica di riparazione

La riparazione si avvale generalmente di una rete protesica. Quando appropriato, viene collocata dietro i muscoli retti, nel piano retromuscolare, per rinforzare la ricostruzione. Il piano effettivo dipende dall’anatomia e dagli interventi precedenti.

Sono possibili accessi open o mini-invasivi. I difetti complessi possono richiedere tecniche aggiuntive per avvicinare i tessuti senza eccessiva tensione. Non esiste una tecnica adatta a tutti i laparoceli.

La posizione della protesi

Esempio di ricostruzione retromuscolare: la rete è posta dietro i muscoli retti, davanti alla guaina posteriore. Il difetto della parete viene richiuso quando possibile.
Plastica retromuscolare. Esempio di ricostruzione retromuscolare: la rete è posta dietro i muscoli retti, davanti alla guaina posteriore. Il difetto della parete viene richiuso quando possibile.

Schema semplificato di una possibile riparazione. Tipo, dimensioni e piano di posizionamento della rete vengono adattati al singolo caso.

Preparazione all’intervento

Prima dell’intervento vengono valutati le condizioni generali, le terapie in corso e il tipo di anestesia. Digiuno ed eventuali modifiche ai farmaci seguono le istruzioni del team chirurgico e anestesiologico; non vanno sospesi autonomamente anticoagulanti o antiaggreganti.

La preparazione può comprendere controllo del peso, sospensione del fumo e miglioramento del controllo del diabete, per favorire la guarigione. Nei casi complessi viene definito un programma specifico.

Possibili complicanze

Le possibili complicanze comprendono sanguinamento o ematoma, sieroma (raccolta di liquido), infezione della ferita, dolore persistente e recidiva, cioè ricomparsa dell’ernia. Se viene utilizzata una rete può verificarsi un’infezione della protesi, che può richiedere ulteriori cure.

In casi selezionati possono verificarsi lesioni dell’intestino o di strutture vicine. Il rischio varia soprattutto in presenza di aderenze, urgenza o ricostruzioni complesse e viene discusso prima dell’intervento.

Recupero dopo l’intervento

Per riparazioni limitate il ricovero può essere breve; una ricostruzione estesa può richiedere più giorni e, talvolta, drenaggi temporanei. L’eventuale uso di una fascia addominale viene indicato dal chirurgo.

La dimissione dipende dall’estensione della riparazione, dall’anestesia e dal recupero. Si favorisce una ripresa graduale del cammino e delle attività quotidiane; sforzi, sollevamento di pesi, guida e ritorno al lavoro seguono le indicazioni ricevute alla dimissione.

Dolore in aumento, febbre, arrossamento o secrezioni dalla ferita, vomito persistente o marcata distensione addominale richiedono di contattare il team curante; in caso di sintomi intensi o rapido peggioramento è necessaria una valutazione urgente.